IDENTITÀ
STORICA E MODERNITÀ
In epoca di concreta rivalutazione della variabile ambientale
e di rinnovata attenzione alla tutela e valorizzazione del
patrimonio culturale, la definizione e il ripensamento dello
spazio aperto della piazza, costituiscono un importante punto
di partenza progettuale per una capillare riqualificazione
urbana e architettonica all'interno di strategie più
estese.
Il progetto di riqualificazione funzionale, ridisegno e riassetto
urbano di piazza Lorenzo Berzieri e degli assi viabilistico
pedonali perimetrali allo stabilimento e del loro collegamento
al sistema degli spazi aperti esistenti, affidato allo studio
di architettura emilio
faroldi associati, si fonda sulla necessità di
ridefinire un'identità spaziale attualmente frammentaria
e irrisolta, e nel contempo di rispettare e valorizzare l'unicità
di un oggetto che si impone con forza iconica nel tessuto
urbano diventandone un importante elemento catalizzatore.
Partendo da tale presupposto l'edificio delle Terme Berzieri
assume un ruolo da protagonista diventando il fulcro di un
piano teso a restituirgli uno sfondo, oggi sottratto dall'uso
improprio sia veicolare sia pedonale delle aree limitrofe,
al fine di esaltarne le valenze decorative e monumentali in
un ristabilito dialogo con gli altri elementi architettonici
di pregio presenti nella piazza che ora appaiono isolati gli
uni dagli altri.
L'immagine storica di piazza Berzieri viene ribadita rapportando
il progetto con il tessuto esistente, sovrapponendosi e ridisegnando
quelle linee, ormai sbiadite, che appartengono allo sviluppo
storico della città e che, rafforzate dal rinnovato
concetto di piazza, assumono una nuova identità.
L'identità dei luoghi a contorno dello stabilimento
termale nascono dall'incontro di un oggetto che si risolve
in se stesso e un borgo già consolidato al momento
del suo inserimento: da ciò derivano spazi di risulta,
non caratterizzati e privi di valenze funzionali, nei quali
il verde e la strada assolvono la funzione di ricucitura della
cesura creatasi da tale forzato innesto. Situazione che ancora
oggi viene vissuta come precaria in quanto da una parte l'intorno
aggredisce il complesso con la sua dinamicità e forza
derivante dall'uso e abuso dello stesso contesto, e
dall'altra il Berzieri si sottrae sempre di più
alla percezione del cittadino e del visitatore.
Gli spazi a contorno dello stabilimento, diventano così
occasione di riqualificazione, elevando il livello qualitativo
di loro fruibilità e percezione.
La riorganizzazione degli spazi aperti, mediante l'azione
di nuova pedonalizzazione, pone l'attenzione verso il
turista e il cittadino. L'organizzazione della piazza
è mirata a restituire spazio e qualità ambientale
alle persone e al loro rapporto con il monumento. Tali funzioni
sono potenziate dal disegno degli elementi urbani che la compongono,
teso ad incrementare la socialità e la vivibilità
del luogo. Gli arredi, le pavimentazioni, gli spazi verdi,
l'illuminazione, riacquistano lo spazio-strada che rimane
dedicato ai pedoni ed ai veicoli autorizzati.
La piazza viene interpretata attraverso la triplice esperienza
dell'attraversamento pedonale, della viabilità minima
autorizzata e della sosta pedonale. Il progetto prende spunto
da queste diverse tipologie di fruizione dello spazio pubblico
adottando soluzioni idonee alla specificità dell'utilizzo.