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L'altimetria del luogo ospita l'inserimento di una scalinata
di pietra che, posta frontalmente all'ingresso dello stabilimento,
lo annuncia e lo connette, sia visivamente sia funzionalmente,
al centro storico.
La scala, affiancata da una rampa che costeggia gli edifici
esistenti e le attività commerciali in essi inseriti,
si sviluppa relazionando il sistema di piazze e percorsi esistenti
nella "zona alta" dell'isolato, ricucendo un tessuto
pedonale oggi segmentato e incompleto.
La frammentazione della zona antistante al Berzieri è
il risultato dell'attuale impropria utilizzazione dello spazio
pubblico, generata dall'inserimento stesso del Berzieri che,
per mezzo della sua monumentalità, ha forzato il preesistente
e si è posto come oggetto autonomo dall'intorno, elemento
fuori scala nel borgo cittadino, portatore di significati
autonomi e avulsi dal contesto più minuto e misurato.
La scala lapidea diviene dunque collegamento e quinta visiva,
attrezzando la città e la piazza di un parterre
movimentato e altimetricamente articolato, permettendo l'accoglienza
di zone sosta e punti di osservazione privilegiati e integrando
nel suo disegno, valorizzandolo e assorbendolo, l'elemento
storico del Pozzo Scotti, favorendone la percezione e la lettura.
Il Pozzo Scotti, grazie all'azione di pedonalizzazione, non
risulta essere solamente un elemento di arredo urbano posizionato
tra lo spazio verde e la sede stradale, bensì viene
esaltato come elemento centrale della scalinata e protetto
tramite la creazione di un basamento, anch'esso di pietra,
che concorre a riassegnargli una posizione centrale rispetto
allo spazio circostante e a segnalarlo ulteriormente come
eccezionalità nel punto in cui questo si innesta nel
sagrato.
Il progetto riconnette dunque, proprio attraverso l'utilizzo
della pietra, le presenze architettoniche della piazza donandogli
uno spazio dove dilatarsi, integrandosi ad un disegno coerente
del costruito.
In particolare, per quanto riguarda l'edificio termale,
il progetto è teso a rispettarne l'unicità
della sua composizione simmetrica, unicum nel tessuto
urbano del nucleo storico, alimentando il suo dialogo con
la storia del borgo in cui si inserisce portando le linee
articolate dell'abitato ad incontrarsi con la sua rigorosa
geometria.
Il progetto, inoltre, si inserisce in una superficie che in
passato è stata solamente lambita dalle politiche di
riqualificazione urbana, pertanto si ritiene necessario connetterlo
al discorso complessivo degli interventi urbani che hanno
interessato la città di Salsomaggiore negli anni recenti
e, comunque, post-bellici.
L'occasione di ricucire queste operazioni urbane con
l'area di progetto, che oggi appare spersonalizzata
dal transito indistinto di veicoli e pedoni, si manifesta
in quei punti di passaggio tra l'esistente e l'area
di progetto: questi sono pertanto concepiti come soglie, accessi
ad una percezione spaziale di ciò che oggi appare consolidato
dalla quotidianità, permettendone una fruizione in
modo nuovo e consapevole.
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