La presenza dell'acqua
nella città contemporanea non è elemento effimero:
costituisce un fondamentale contributo di cultura e valorizzazione
di una delle risorse naturali più importanti della
nascita e sviluppo della civiltà dei popoli, materia
prima essenziale in grado di rappresentare uno dei simboli
prioritari del senso civico della città del terzo millennio.
L'acqua, quindi, come elemento imprescindibile di infrastrutturazione
ambientale, come strumento essenziale globale di riqualificazione
urbana e del paesaggio. Il suo utilizzo riguarda, nelle più
importanti città post-moderne, l'adozione di una strategia
collettiva di valorizzazione dell'elemento fondante la vita
e la dinamica propria della natura. L'integrazione di vasche
d'acqua come elemento organico al progetto della riconfigurazione
della piazza rappresenta il colto utilizzo di un
elemento a-materico e a-geometrico trasformato
in architettura. I nuovi indicatori di sviluppo della città
moderna, in continuità con quella consolidata, individuano
nell'acqua la sostanza che, più di altre, costituirà
l'elemento di valore della qualità e dignità
della scena urbana. Riportare alla luce l'acqua dove questa,
in passato, rappresentava un episodio fondante, reale e positivo
della infrastrutturazione della città, diviene azione
tesa a ricucire una frattura storica nel tempo creatasi. In
tutta Europa l'acqua sta divenendo l'elemento trainante dei
fenomeni di riqualificazione alla scala ambientale e urbana:
working with nature, è il motto che sta invadendo
la progettualità diffusa. L'acqua è di per sé
architettura: la storia ci trasmette come i luoghi e le civiltà
significative vedono la presenza fisica, visiva e simbolica
all'interno dello spazio urbano e della sua definizione. L'acqua
e la sua presenza rappresenta un diritto sociale. Da questi
presupposti nasce il progetto della vasca-fontana di piazza
Lorenzo Berzieri, eletta a monumento artistico in grado di
colloquiare, valorizzandole, con le significative presenze
che già oggi definiscono tale spazio. Un ruolo, quello
dell'acqua in piazza Berzieri, che, come ben indicato dal
documento redatto dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici
e Paesaggistici per le province di Parma e di Piacenza e datato
29 giugno 2009, "ha suggerito alla progettazione la presenza
di vasche" (…): un'acqua, perciò "non
riferita alle funzioni del termalismo cittadino, ma alla presenza
del torrente Citronia, tombinato nei primi decenni del ‘900
proprio in funzione della formazione del piazzale antistante
l'ingresso di palazzo Berzieri, ma che ancora scorre sotto
la piazza". La vasca-fontana riprende le geometrie compositive
e morfologiche del tessuto esistente, mediandole e mutuandole
in una forma che coniuga i principali elementi naturali: l'acqua,
appunto, il verde, la pietra. All'interno della medesima si
inserisce una sottile lama scultorea, a rappresentare il taglio
che dal terreno fa riemergere l'elemento naturale a suo tempo
occultato e celato alla città. Un cuneo trapezoidale
concepito e forgiato dall'artista Giorgio
Milani, attraverso rimandi, contaminazioni e linguaggi
tesi a ricucire il passato con il futuro, l'occidente con
l'oriente, la storia con le forme dei nostri tempi. Realizzato
in metallo corten, l'opera supporta poetari in bronzo,
realizzati da una delle più significative fonderie
artistiche italiane, utilizzando la tecnica a cera persa,
che rappresenta la massima garanzia di qualità e valore
artistico dell'opera medesima. L'opera artistica dona alla
città un segnale visivo di perimetrazione spaziale
dello spazio-piazza, oggi assente: l'acqua diviene l'elemento
dinamico di valorizzazione dell'opera. Le vasche sono rivestite
da pietra naturale: la quarzite perla marina, per la vasca
rialzata, e la quarzite nera asiatica, per la vasca raso terra.
Lungo i due margini principali è presente una significativa
porzione di verde, inclinata sino a raccordare gli spigoli
della vasca bassa, decorata con la tecnica della mosaico coltura,
riprendendo una radicata tradizione cittadina. La forma dell'elemento
vasca trae le sue origini dalla forma musicale per eccellenza:
il pianoforte, rivisitato e geometrizzato. Nella vasca bassa
sono presenti dodici parallelepipedi posti sotto il pelo dell'acqua
la cui forma e disposizione riprende i tasti di un pianoforte,
e i quali originano l'armonia acquatica degli spruzzi e dei
giochi d'acqua. Nella lama metallica scultorea è incisa
una melodia musicale tradotta in tagli di altezza simulante
le note musicali, al fine di creare visivamente un motivo
che, attraverso il diaframma dell'acqua, si traduce nella
composizione architettonica del monumento.