LO STABILIMENTO
LORENZO BERZIERI
Il nome di Lorenzo Berzieri (1806-1888), medico originario
di Besozzola, nel comune di Pellegrino Parmense, si colloca
alle origini della vocazione termale di Salsomaggiore: Allievo
di Giacomo Tommasini, medico di fama a Bologna e a Parma,
con il quale condivise i risultati delle sue sperimentazioni
sull'efficacia terapeutica delle acque salsoiodiche, operò
a partire dal 1836 a Salsomaggiore. Nel 1839 Berzieri scopre
il valore terapeutico delle acque "salino-iodate":
scoperta questa di tale importanza che nel 1923 Salsomaggiore
dedicherà a lui il nuovo splendido Stabilimento Termale.
Il progetto per la realizzazione del nuovo stabilimento, da
realizzarsi sull'area in cui sorgeva il primo stabilimento
e, precedentemente le Regie Saline, fu avviato nel 1913 con
l'incarico agli architetti toscani Giulio Bernardini e Ugo
Giusti, già autori della ristrutturazione delle Terme
Tamerici di Montecatini. Dal 1915 Galileo Chini, pittore e
ceramista noto per gli incarichi come decoratore della reggia
di Bankog, iniziò a collaborare per l'apparato decorativo,
contribuendo con il proprio eclettico stile ad un'immagine
che rievoca la cultura e la simbologia orientale pur all'interno
di variegati riferimenti di matrice occidentale. I progetto
visse numerose trasformazioni: la gara per la realizzazione
dell'opera avvenne nel febbraio 1914 procedendo alla costruzione
dell'edificio a stralci sia per le difficoltà di reperimento
dei finanziamenti che per permettere la fruizione delle terme
esistenti durante la costruzione. Il lato destro venne edificato
per primo e poi si provvedette nel 1915 all'aggiudicazione
dei lavori per l'ala sinistra e per il corpo di congiunzione
trasversale. I lavori, conclusisi nel 1923, lasciarono un
edificio composto da un numero cospicuo di camerini comuni
da bagno e da fango, ben 149, dotati di oltre 168 vasche,
nonché 8 camerini di lusso, 2 sale per inalazioni,
3 per polverizzazioni: I gabinetti medici, il laboratorio
per le ricerche cliniche e i reparti destinati alle cure fisiche
completavano i reparti sanitari. L'edificio, in un accezione
avanguardista di polifunzionalità, contemplava inoltre
sale per il relax, spazi destinati a riunioni e convegni
e luoghi preposti ad articolati e primari servizi quali le
poste e telegrafi, il caffè, la tabaccheria, l'ufficio
informazioni e un ampio salone d'ingresso ancora oggi utilizzato
per concerti e manifestazioni.